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D. 20/12/2004 n. 94

-che il soggetto aggiudicatore è ANAS S.p.a.;

-che la società autocamionale della Cisa S.p.a. è concessionaria dell'Autostrada della Cisa A15 Parma-La Spezia, con prolungamento per Mantova (Nogarole Rocca), in forza della convenzione stipulata con l'ente concedente ANAS S.p.a. in data 7 dicembre 1999 ed approvata con decreto interministeriale 21 dicembre 1999, n. 611/Segr. Dicoter;

- che la società concessionaria intende affidare direttamente ad imprese controllate e collegate l'esecuzione delle opere previste, nei limiti del 60% stabiliti dalla normativa, e che le gare saranno esperite a progetto definitivo approvato; sotto l'aspetto finanziario:

-che l'importo complessivo dell'opera risultante dal progetto preliminare trasmesso in data 21 marzo 2003 era pari a 1.530.080.810,61 euro di cui 1.006.178.502,98 per lavori ed il residuo per somme a disposizione e per opere e misure compensative;

-che l'importo complessivo determinato a seguito dell'introduzione delle varianti richieste dalle regioni Lombardia e Veneto ammonta a 1.832.718.915,05 euro, al lordo del ribasso che si presume sia dell'ordine del 20%;

- che il costo verrà sostenuto, in parziale autofinanziamento, dalla concessionaria Autocamionale della Cisa S.p.a.;

-che la richiesta di assegnazione di risorse a carico dei fondi destinati all'attuazione del 1° Programma delle opere strategiche è stata rinviata alla fase di approvazione del progetto definitivo;

Delibera:

1. Approvazione progetto preliminare

1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002, nonchè ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato dal decreto legislativo n. 302/2002, è approvato

- con le prescrizioni e o le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - anche ai fini del riconoscimento della compatibilità ambientale dell'opera e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, il progetto preliminare del «Raccordo autostradale della Cisa A15 - Autostrada del Brennero A22 Fontevivo (PR) - Nogarole Rocca (VR)». Sono conseguentemente perfezionate, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, le intese Stato-regione sulla localizzazione dell'opera stessa.

1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 1.832.718.915,05 euro sopra indicato costituisce il limite di spesa dell'intervento da realizzare ed è inclusivo degli oneri per opere di mitigazione ambientale.

1.3 Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è condizionata l'approvazione del progetto e da sviluppare in sede di progettazione definitiva, sono riportate nella parte prima dell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera. Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono riportate nella parte seconda» del citato allegato. Il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà al riguardo puntuale motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso, misure alternative.

2. Copertura finanziaria. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di sottoposizione del progetto definitivo a questo Comitato, provvederà a riportare in apposito prospetto il riepilogo delle fonti di copertura finanziaria dell'intero costo dell'opera, anche tenendo conto degli ulteriori approfondimenti sulla redditività attesa previsti nell'ambito delle citate prescrizioni, fermo restando che la quota complessiva da porre a carico delle risorse destinate all'attuazione del 1° Programma delle infrastrutture strategiche per tutti i subinterventi riconducibili alla citata delibera n. 121/2001 non potrà superare - salva compensazione -quella indicata nella richiamata delibera n. 121/2001.

3. Clausole finali.

3.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento «Raccordo autostradale della Cisa A15 - Autostrada del Brennero A22 Fontevivo (PR) - Nogarole Rocca (VR)».

3.2. In sede di esame della progettazione definitiva, il predetto Ministero provvederà alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni di cui al precedente punto 1.3.

3.3. Il medesimo Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.

3.4. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere piu' stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e sub-affidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.

3.5. Il codice unico di progetto (CUP), assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, dovrà essere evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 20 dicembre 2004 Il Presidente delegato: Siniscalco Il Segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 10 maggio 2005. Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 2, Economia e finanze foglio n. 177 Allegato PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Parte prima Prescrizioni Prescrizioni di carattere progettuale. Al fine di consentire il rispetto sia della prescrizione della regione Lombardia, formulata nell'ambito della delibera n. VII/14839 del 31 ottobre 2003, sia de principi prescritti dalla regione Veneto con nota protocollo n. 6208 del 25 giugno 2003, gia considerati nella pubblicazione del 28 luglio 2003, nonchè i contenuti del parere formulato dalla commissione speciale VIA del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, si prescrive che il tracciato alternativo, quale microvariante, si mantenga sovrapposto al tracciato pubblicato in data 21 marzo 2003, per il tratto ricadente in regione Lombardia, e subito dopo l'attraversamento del confine regionale con il Veneto, lo stesso, con un adeguato raggio di curvatura, si riporti sul tracciato pubblicato in data 28 luglio 2003 prescritto dalla regione Veneto immediatamente dopo l'area di servizio Mincio. Per il casello denominato «Asolana SP 1», presentato nell'ambito progettuale secondo due soluzioni alternative, si esprime parere favorevole alla solu- zione (2) in accordo con il comune di Rodigo territorialmente interessato dal casello. Il casello «Asolana SP 1», secondo la soluzione progettuale 2, dovrà essere raccordato alla viabilita provinciale con l'opera connessa definita nel protocollo d'intesa per la riqualificazione e il potenziamento del sistema viabilistico delle province di Cremona e Mantova: collegamento sp 1 - sp 17 (Gazoldo degli Ippoliti). Al fine di salvaguardare il piu' possibile l'unità dei fondi agricoli, dovrà modificarsi parzialmente il tracciato del collegamento sp 1 - sp 17 (per la parte localizzata in comune di Rodigo) accostando, per quanto tecnicamente possibile, il tracciato del collegamento alla strada comunale «Parolino» sino a giungere in prossimità della cascina omonima per piegare poi a raggiungere il casello. La soluzione tecnica dell'intersezione tra il nuovo collegamento, la sp 1 e la sp 17 (in località Pastella) dovrà essere prevista con rotatoria ed inoltre dovrà essere data idonea soluzione all'intersezione esistente tra la sp 17 e l'attuale intersezione con la strada comunale «Parolino». In corrispondenza dei caselli autostradali vanno adeguatamente dimensionate le aree per i piazzali di accesso al sistema autostradale, i parcheggi e gli spazi da destinare a mezzi privati e pubblici, le aree per servizi e/o controllo dei parcheggi; in particolare, per il sistema dei parcheggi dovrà essere verificato l'agevole accesso e le condizioni di sicurezza per le manovre da e per tutte le direzioni gravitanti sul nodo autostradale. Per quanto riguarda le infrastrutture connesse all'opera principale, ed in particolare la variante alla sr 62 «della Cisa», il proponente dovrà realizzare il tratto in nuova sede compreso fra Villafranca di Verona (intersezione con la strada per Grezzano) a nord ed il confine regionale a sud. Dovrà essere studiata una soluzione progettuale del viadotto sul fiume Taro che non comprometta l'eventuale successivo innalzamento dell'argine sinistro. L'idoneità di tale soluzione dovrà essere verificata con la competente Autorità di bacino. La viabilità tangenziale all'abitato di Viarolo, in comune di Parma, dovrà essere progettata in conformità al tracciato di massima indicato dall'amministrazione comunale nell'allegato grafico alla delibera di C.C. n. 122 del 23 maggio 2003. In sede di progettazione definitiva il tratto del raccordo autostradale compreso tra le località Viarolo e Ronco Campo Canneto, dovrà essere ridefinito, fatte salve le opportune verifiche tecniche, in modo tale da consentire la riduzione del rilevato stradale e permettere il sovrappasso dell'autostrada da parte della s.p. n. 10 «di Cremona», nell'attuale sede; Si dovrà realizzare l'autostazione Trecasali Cispadana, in comune di Trecasali in corrispondenza del tracciato del futuro Asse Cispadano. Dovrà essere contestualmente realizzato, quale tratto dell'Asse Cispadano stesso, il collegamento del nuovo casello autostradale con la rotatoria sulla S.P. n. 10 «di Cremona». In sede di progettazione definitiva dovrà essere valutata con la provincia di Parma e con il comune interessato la possibilità di utilizzare almeno parzialmente, per il suddetto collegamento, il tracciato della esistente strada comunale Torta, nonchè di realizzare un'intersezione a rotatoria tra l'asse Cispadano e la s.p. n. 8. In quanto compatibile con la soluzione progettuale prescelta per il suddetto tratto di Cispadana, dovranno inoltre essere verificate la possibilità e l'opportunità di ribaltare lo svincolo in lato sud rispetto alla Cispadana stessa. In merito all'Asse Cispadana, inoltre, si ravvisa l'opportunità, da valutare con gli enti competenti, che prima dell'entrata in esercizio della nuova bretella autostradale, allo scopo di assicurarne l'efficace raccordo con la viabilità esistente, sia realizzato l'intero tratto di Cispadana compreso tra S. Secondo Parmense e la strada «Asolana». Nel territorio del comune di Sissa, il tratto del raccordo autostradale indicativamente compreso tra la strada provinciale n. 33 e l'attraversamento del fiume Po, dovrà essere modificato e reso conforme alla previsione grafica di tracciato contenuta nella tavola «Assetto del territorio» del Piano strutturale comunale. Tale modifica dovrà in ogni caso essere armonizzata con la soluzione di tracciato definita per la parte dell'attraversamento del fiume Po ricadente nel territorio della regione Lombardia. Dovrà essere valutata tecnicamente la possibilità di realizzare la rettifica del tracciato dell'argine destro del fiume Taro prospettata dall'amministrazione comunale di Trecasali. Al fine di ridurre la quantità dei materiali provenienti da cave di prestito, si dovrà affinare lo studio altimetrico dell'asse, agendo anche sulle tipologie strutturali delle opere d'arte, per abbassare l'altezza dei rilevati alla minima possibile; si dovrà prevedere inoltre la possibilità d'uso di tecnologie d'avanguardia di stabilizzazione dei terreni in sito e/o l'utilizzo di materiali di recupero provenienti da idonei rifiuti. Per le varianti della viabilità esistente che attraversano l'autostrada, si dovranno studiare dei tracciati che limitino al minimo lo scostamento dalla piattaforma attuale; cio' al fine di evitare brusche variazioni di tracciato e preservare la caratteristica dei lunghi rettifili, che sono propri della viabilità padana. Relativamente alla proposta della regione Veneto, denominata Valeggio sul Mincio Nogarole Rocca, per la parte di sedime che interessa la regione Lombardia, si dovrà adottare la soluzione con ponte strallato ad antenna inclinata a due luci, in alternativa a quella a trave continua per gli attraversamenti dei fiumi Po e Mincio. Relativamente alla proposta della regione Veneto, denominata Valeggio sul Mincio Nogarole Rocca, per la parte di sedime che interessa la regione Lombardia, al fine di consentire il rispetto sia della prescrizione della regione Lombardia, formulata nell'ambito della delibera n. VII/14839 del 31 ottobre 2003, sia de principi prescritti dalla stessa regione Veneto con nota protocollo n. 6208 del 25 giugno 2003, gia considerati nella pubblicazione del 28 luglio 2003, nonchè i contenuti del parere formulato dalla Commissione speciale VIA del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, si prescrive che: il tracciato alternativo, quale microvariante, dovrà mantenersi sovrapposto al tracciato pubblicato in data 21 marzo 2003, per il tratto ricadente in regione Lombardia, e subito dopo l'attraversamento del confine regionale con il Veneto, lo stesso, con un adeguato raggio di curvatura, si dovrà riportare sul tracciato pubblicato in data 28 luglio 2003 prescritto dalla regione Veneto immediatamente dopo l'area di servizio Mincio. Lo sviluppo di tale microvariante dovrà ricadere quanto piu' possibile sulle superfici precedentemente interessate e pubblicate in data 21 marzo 2003 e 28 luglio 2003. Opere connesse e misure compensative. Si prescrive che vengano inserite nel progetto definitivo in esame le seguenti opere connesse e misure compensative dell'impatto territoriale e sociale: ex s.s. n. 343 «Asolana» - Riqualifica tratta S. Giovanni in Croce (casello TIBRE) - s.p. n. 87 «Giuseppina» comprensivo di eventuale rotatoria. Riguardo tale intervento si chiede che nello sviluppo del progetto definitivo sia valutata la possibilità di raccordare il casello denominato «Casalasco Viadanese s.s. n. 343» alla s.p. n. 60. Inoltre è da valutare lo spostamento parziale della riqualifica della ex s.s. n. 343 sulla s.p. n. 60 al fine di creare un sistema integrato di varianti che eviti l'attraversamento di S. Giovanni in Croce anche stralciando parte della complanare indicata nel progetto preliminare posta ad ovest dell'autostrada nel tratto dalla s.p. n. 60 al casello. Le soluzioni non dovranno determinare aumento della spesa preventivata nel progetto preliminare e dovranno essere congruenti con la programmazione e il piano della mobilità della provincia di Cremona attualmente in redazione; s.p. n. 31 variante all'abitato di Calvatone; variante Casalmaggiore - Viadana da S. Giovanni in Croce (casello TIBRE) a ex s.s. n. 420 (a sua volta composto da: riqualifica da TIBRE a ex s.s. n. 343 - Lc5, da ex s.s. n. 343 a s.p. n. 88 - Lc4, da s.p. n. 88 a rondo' in località Cappella/Casalmaggiore - Lc3, da rondo' in località Cappella/Casalmaggiore a s.s. n. 420 - Lc2); collegamento s.p. n. 1 - s.p. n. 17 (Gazoldo degli Ippoliti); ex s.s. n. 236 - variante di Goito dal Contino a Marsiletti. Per iniziare a dare soluzione alle problematiche dei passaggi a livello della linea ferroviaria Brescia - Parma nei comuni di S. Giovanni in Croce e Casalmaggiore la concessionaria (Autocamionale della Cisa S.p.a.) dovrà contribuire con 2,00 milioni di euro, che verranno trasferiti alla provincia di Cremona. La provincia di Cremona si raccorderà con Rete ferroviaria italiana per concordare tipologie e modalità per l'eliminazione di detti passaggi a livello, con l'intesa che eventuali costi eccedenti per la realizzazione delle opere sostitutive saranno a carico della stessa provincia di Cremona. Si dovrà valutare, nello sviluppo del progetto definitivo, la necessità, in ragione dei flussi di traffico indotti dal casello «Asolana s.p. n. 1», di realizzare un ulteriore collegamento tra la s.p. n. 1 e la s.p. n. 17 anche a sud dell'abitato di Gazoldo degli Ippoliti. Si dovrà valutare, nello sviluppo del progetto definitivo, lo stralcio del «Parcheggio Calvatone» o, in alternativa, che lo stesso possa essere trasformato in area di servizio con punto vendita di prodotti tipici (comuni di Castedidone, S. Giovanni in Croce) . Piu' in generale si chiede di valutare, nello sviluppo del progetto definitivo, una diversa localizzazione delle aree di servizio. Si dovrà valutare, nello sviluppo del progetto definitivo, la possibilità di un modesto spostamento di tracciato per evitare le interferenze con la pista di motocross di Gussola già inserita nel P.R.G. adottato. Si prescrive che, nello sviluppo del progetto definitivo, la realizzazione della complanare posta ad ovest all'autostrada di raccordo tra la s.p. n. 85 e la s.p. n. 60, venga sviluppata con sezione adeguata alla percorrenza nei due sensi di marcia (categoria C 2 o F1 definita dal decreto ministeriale 5 novembre 2001). Si prescrive che nello sviluppo del progetto definitivo l'incrocio tra la s.p. n. 85 e la s.p. n. 8 sia risolto con la realizzazione di intersezione a «T» canalizzata prevedendo anche la realizzazione della piazzola per i bus (comuni di Torricella del Pizzo e Gussola) . Si prescrive che nello sviluppo del progetto definitivo sia definito il prolungamento del raccordo tra la ex s.s. n. 10 e la s.p.n. 65 (Mn), già inserito nel progetto preliminare, prevedendo il prolungamento della variante sino alla s.p. n. 64 a sud dell'abitato di Bozzolo. Come misura compensativa dovrà essere inoltre realizzata la variante della s.s. n. 62 della Cisa per l'intero tratto compreso fra il comune di Villafranca di Verona, (intersezione con la strada per Grezzano) a nord ed il confine regionale a sud in comune di Mozzecane. Prescrizioni di carattere ambientale. Elementi di carattere generale. In sede di progettazione definitiva i caselli autostradali dovranno essere dettagliatamente studiati in accordo con le amministrazioni locali al fine di consentire un accurato inserimento sotto il profilo paesistico ambientale. Con la realizzazione della rotatoria di innesto sulla s.s. n. 62 in comune di Mozzecane, dovrà essere eseguita contestualmente un'idonea sistemazione ambientale prospiciente il centro abitato in accordo con l'amministrazione comunale. Nella progettazione definitiva appare necessario che venga fornita una relazione tecnica relativa al sistemi di sicurezza e contenimento rispetto all'installazione di impianti e serbatoi contenenti carburanti e/o liquidi e sostanze pericolose per l'ambiente. Dovrà essere condotta una stima degli impatti estesa non solo al tratto autostradale in senso stretto, ma anche alle opere connesse e complementari al tracciato, quali aree di servizio, aree di sosta e raccordi stradali. Dovrà essere prodotto un progetto di dettaglio dell'attraversamento del Parco Oglio sud, con particolare riguardo all'inserimento paesaggistico dell'infrastruttura: nelle aree comprese in Parchi regionali non dovranno essere realizzate strutture di cantiere nè prevedersi stazioni di servizio. Tali strutture andranno collocate in aree degradate esterne ai parchi, da riqualificare in fase post-cantierizzazione; i parcheggi dovranno essere progettati in modo da ridurre le evaporazioni dei COV, adottando schermi frangisole o sistemi ombreggianti; le stazioni di distribuzione del carburante dovranno essere dotate di sistemi di carico in circuito chiuso dall'autocistema al serbatoio di stoccaggio, mentre durante la fase di riempimento dei serbatoi dei veicoli dovranno essere utilizzati sistemi d'erogazione dotati di tenuta sui serbatoi con contemporanea aspirazione e abbattimento dei vapori, mediante impianto a carboni attivi; le aree di svincolo e di interconnessione ed i caselli dovranno essere progettati per una velocità di percorrenza idonea a ridurre il piu' possibile la produzione di inquinanti derivanti dallo stazionamento di veicoli con motore acceso; la progettazione esecutiva dei sistemi e le metodologie di trattamento degli scarichi dovranno tenere conto delle indicazioni contenute nella legge regione Lombardia n. 62/1985, per quanto non in contrasto con il decreto legislativo n. 152/1999. Tali sistemi dovranno essere valutati puntualmente anche in base ai gradi di vulnerabilità dei territori ove se ne prevede la realizzazione; gli impianti di illuminazione dovranno essere realizzati ai sensi della legge regione Lombardia n. 17/2000, che persegue obiettivi di riduzione e contenimento dell'inquinamento luminoso; dovranno essere individuati gli elettrodotti interferiti dalle linee di alimentazione previste a servizio dell'infrastruttura; dovrà essere piu' esplicitamente motivata la scelta di sostituire il terreno, per una profondità di 4 m, in prossimità del terrazzo morfologico formato dal fiume Po; dovranno essere quantificati in linea di massima i sedimenti dei sistemi di fitodepurazione da prelevare e smaltire periodicamente. Si dovrà fare ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica, per le opere di sistemazione a verde, ripristino ambientale e rinaturazione previste, adottando le «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, servizio VIA, settembre 1997; fare inoltre riferimento, ai fini della progettazione definitiva, al «Quaderno opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lombardia ed al «ma- nuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio o della regione Emilia Romagna, o ad altri manuali qualificati; garantire altresi' per le aree sistemate, comprese quelle intercluse dagli svincoli, la manutenzione per almeno cinque anni dall'impianto. Atmosfera: in considerazione del fatto che nel modello previsionale «CALINE4» vengono utilizzati come valori di fondo relativi ad NO2, NO ed O3 rispettivamente 20 (micron)/m3, 1,5(micron)/m3 e 60 (micron)/m3 ma non viene fornita nessuna fonte da cui tali dati vengono presi, si dovrà, in sede di progettazione definitiva, specificare la fonte ed indicato se si tratta di medie annuali, mensili o giornaliere; in sede di progettazione definitiva, dovranno essere forniti maggiori informazioni sull'elaborazione dei dati che determinano i fattori di emissione per tipologia di veicolo ed inquinante, in particolar modo per quanto riguarda il PM; in sede di progettazione definitiva, si dovrà presentare anche un andamento previsionale per l'O3; in sede di progettazione definitiva, dovrà essere ricompresa la rappresentazione delle concentrazioni dei composti organici volatili metanici (MCOV) e non metanici (NMCOV) ; in sede di progettazione definitiva, dovranno essere presi in considerazione gli impatti cumulativi e a lungo termine (rif. UNI 1074511999) ed in particolare lo stato della qualità dell'aria dovuto alla presenza dei complesso industriale Eridania - Lievitalia - Edison, in comune di Trecasali; in sede di progettazione definitiva, dovrà essere valutato l'impatto sugli ecosistemi agrari delle ricadute, nella fascia di 100-150 m, considerato il particolare valore dell'area per il comparto agroalimentare; in sede di progettazione definitiva, andranno adottate barriere e soluzioni idonee, ed in particolare andrà mantenuta la livelletta a quota bassa e mitigata per la maggior parte dei tratto con barriere di tipo duna piantumata in corrispondenza non solo dei recettori sensibili ma anche delle coltivazioni; si dovrà approfondire le indagini già svolte, e sviluppare i modelli di simulazione necessari a definire le aree di ricaduta dell'inquinamento atmosferico, sia in fase di cantiere che di esercizio, in modo da individuare e caratterizzare i ricettori sensibili e nel contempo definire e localizzare le misure di attenuazione necessarie; valutare altresi' i livelli cumulativi delle emissioni nelle vicinanze degli insediamenti produttivi. Paesaggio: l'autostazione di Casalasco Viadanese, prevista in adiacenza alla Cascina Fenilone, impatta un contesto completamente agricolo ed interferisce con la viabilità storica; si dovrà quindi valutare la possibilità di una sua collocazione che assicuri maggior qualità nell'interazione con l'esistente; la prevista area di servizio Mincio, sita in prossimità del Parco del Mincio, fra i caselli di Valeggio e Goito, dovrà essere realizzata con particolare attenzione al suo inserimento ambientale, corredandola di un progetto del verde sviluppato su ampie fasce all'intorno, ed ai caratteri architettonici degli edifici di servizio, da studiarsi con specifico riferimento al particolare contesto paesaggistico. Dovrà altresi' essere prevista una struttura fissa, in posizione ben visibile agli utenti della stazione, a disposizione dell'Ente Parco Mincio quale punto di informazione turistica; nella progettazione delle opere «a verde» dovrà valutarsi la possibilità di realizzare vaste macchie boscate a margine del tracciato autostradale, evitando ad esempio la collocazione di essenze arboree «a sesto di impianto» rigido e predefinito (a mascheramento di ogni singolo pilone dei viadotti); nelle aree dedicate agli svincoli si dovrà evitare che il progetto produca ambiti residuali non risolti sotto il profilo della qualità dell'intervento; dovrà evitarsi che le aree di parcheggio e di servizio si configurino come elementi estranei nel contesto; la progettazione definitiva dovrà pertanto farsi carico non soltanto dei «volumi » edificati, ma prioritariarnente dello studio delle aree dedicate a viabilità e parcheggio, prevedendo adeguate piantumazioni; dovrà essere puntualmente verificata la possibilità di ridurre la quota dei rilevati, soprattutto nei tratti B e C, onde minimizzare «l'effetto barriera»; dovrà essere valutata la possibilità di utilizzare, per la protezione acustica, elementi naturali in luogo dei pannelli fonoassorbenti; tenendo conto che l'opera attraversa due parchi regionali e passa a circa 1 km dai Fontanili di Viarolo (p.S.I.C.), si dovrà analizzare un'area piu' vasta di quella direttamente interferita ed approfondire le indagini sullo stato di fatto della vegetazione, della fauna e degli ecosistemi, per chiarire maggiormente i possibili impatti, anche indiretti, con queste aree di pregio; si dovrà rendere analitica la descrizione del paesaggio (ad esempio attraverso la definizione delle unità di paesaggio), per oggettivizzare il reale effetto che l'opera avrà su questo e consentire il miglior inserimento architettonico delle opere ed un piu' accurato dimensionamento e collocazione delle mitigazioni; dovranno essere concordate ed approvate in fase di progettazione esecutiva da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Brescia, le previste opere di mitigazione ambientale, in particolare per gli ambiti di maggiore interferenza con vincoli ed elementi di interesse paesaggistico (fiumi, canali ecc.) o in vicinanza di edifici di interesse artistico e storico (Casteldidone, Casatico di Marcarla ecc.); in fase di progettazione definitiva, si' potrà valutare ogni possibile soluzione tesa a ridurre le interferenze con ambiti di interesse paesistico; dovranno essere realizzati, come misura compensativa dell'impatto paesaggistico, interventi di conservazione di complessi monumentali di rilevante interesse artistico e storico (si segnala, ad esempio, il complesso di Villa Medici in San Giovanni in Croce, oggi in avanzato stato di abbandono ed in fase di acquisizione da parte del comune di san Giovanni in Croce), siti negli ambiti territoriali attraversati dalla infrastruttura secondo modalità da concordare ed approvare da parte della sopra citata Soprintendenza e dell'ente locale competente. Acque surperficiali e sotterranee. Il monitoraggio delle acque sotterranee dovrà essere effettuato anche nel periodo post opera, per almeno due anni, con misurazioni quadrimestrali del livello statico. Per quanto riguarda la rete viaria e la piattaforma stradale si prescrive che sia compiutamente definita la distribuzione della rete di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento dell'intera piattaforma stradale, indicati i trattamenti previsti per le acque di prima pioggia, e individuati i punti di scarico lungo l'intera tratta del territorio della provincia di Parma. Si prescrive, in ogni caso, di non prevedere scarichi di acque reflue (pertanto anche meteoriche di dilavamento, anche se trattate) nel canale Lorno e nei suoi affluenti, in quanto considerato corso d'acqua da tutelare e di estrema rilevanza ambientale. Per le aree di servizio o di sosta presenti nel territorio provinciale andranno individuati gli eventuali metodi e tipologie di raccolta, depurazione e scarico delle acque reflue. Si prescrive che il progetto definitivo presenti la compiuta risoluzione delle interferenze con il tracciato di un Oleodotto militare, della condotta principale in pressione dell'acquedotto ASCAA, dei due metanodotti SNAM, nonchè della condotta in pressione della fognatura nera dell'abitato di Trecasali recapitante nell'impianto di fitodepurazione sovracomunale posto in comune di Torrile. Nel progetto definitivo andranno realizzate le prescrizioni dell'Agenzia interregionale per il fiume Po - AIPO, di seguito sintetizzate: la diversa localizzazione, per quanto riguarda il fiume Po, della pila ubicata in alveo sul pennello della curva di navigazione n. 30 in destra idraulica, a Torricella di Sissa; in fase di progetto dovranno essere rispettate le norme del T. U. sulle acque pubbliche riguardanti le opere da eseguirsi in prossimità di arginature classificate in 2ª categoria; anticipatamente la costruzione della prima pila a campagna del ponte del fiume Po dovranno essere eseguiti, a cura e spese del dichiedente, i seguenti lavori: innalzamento dell'argine maestro (mantenendo la stessa sagoma), alla qulta dell'intradosso delle travi, per il tratto sottostante le stesse; l'imbancamento dello stesso tratto d'argine, avendo cura di proseguire entrambi i lavori, a monte ed a valle per un tratto di 10 m cadauno: cio' al fine di realizzare una protezione idraulica e la copertura della linea d'imbibizione (da considerarsi 1/5 partendo da 1 m sotto il ciglio arginale a fiume), ai sensi della direttiva 22 luglio 1998 del Magistrato per il Po «Linee guida per l'esecuzione degli interventi di adeguamento delle arginature di Po sia in corso di esecuzione che di progettazione»; per il fiume Taro, la sommità arginale in corrispondenza degli attraversamenti, dovrà essere portata alla quota dell'intradosso delle travi e la scarpata a fiume, dovrà essere rivestita con lastre in cemento prefabbricato o con materassi «Reno» e in ogni caso dovranno essere garantite la continuità del transito sulle sommità arginali per l'espletamento della Polizia idraulica e del servizio di piena; nella progettazione definitiva andranno indicati, per ogni cantiere, le reti fognarie e scolanti delle acque nere, bianche e grigie eventualmente presenti e la destinazione finale degli scarichi; questi ultimi andranno approfonditi attraverso la definizione di una tabella riassuntiva in cui indicare per ciascuno di essi il corpo ricettore, i volumi annuali scaricati, le stime delle portate massime e medie e relativo trattamento; in sede di progettazione definitiva, dovranno essere attentamente valutate le interferenze con le acque superficiali delle strutture realizzate sul T. Recchio, sul F. Taro, Canale Otto Mulini, Cavo Milanino, Cavo Comune; dovranno essere salvaguardati gli affluenti (Cavo di Viarolo, Dugara dei Ronchi, Dugara di Mezzo, Canale Lornetto) che recapitano nel Canale Lorno, corso d'acqua di estrema rilevanza ambientale; in particolare in questi ultimi corpi idrici si dovranno escludere gli scarichi di acque reflue (anche se depurate) anche durante la conduzione a lavori terminati; andrà attentamente definito, nella fase di progettazione definitiva, il manufatto di attraversamento del Recchio; il rischio di esondazione del Torrente Recchio, nel tratto del suo corso a monte dell'Autostrada del Sole, dovrà essere attentamente valutato ai fini della progettazione del manufatto sotterraneo di attraversamento della Al; la progettazione esecutiva e costruttiva dovrà comprendere anche la verifica di compatibilità delle portate e dei volumi d'acqua scaricati nei corpi idrici ricettori gestiti dal Consorzio Bonifica Parmense; per il calcolo dei tombini di attraversamento dei vari canali demaniali di bonifica, dovranno essere considerati eventi meteorici con un tempo di ritorno non inferiore ai 100 anni; laddove si renda necessaria la traslazione di qualche tratto di canale consorziale demaniale, le sezioni dei nuovi inalveamenti dovranno risultare di entità non inferiore a quelle dei tratti esistenti a monte e valle, prevedendo adeguate opere di difesa spondale nei punti di ricongiungimento; le nuove opere di attraversamento stradale e comunque le infrastrutture a rete interessanti il reticolo idrografico di bonifica dovranno essere progettate nel rispetto dei criteri e delle prescrizioni tecniche per la verifica idraulica concordate con il Consorzio di Bonifica Parmense in sede di progettazione costruttiva; in sede di progettazione definitiva, si dovranno valutare: l'interferenza sia in fase esecutiva che in fase definitiva in riferimento al gruppo di fontanili di Viarolo; gli andamenti dei livelli piezometrici sull'intero percorso, come la realizzazione e l'esercizio della struttura viaria possano incidere sulla qualità degli acquiferi soprattutto nella fascia del tratto A piu' vulnerabile; le relative fasce di rispetto e di protezione, gli eventuali pozzi ad uso acquedottistico ubicati nelle zone di pertinenza; la realizzazione, nell'ambito delle indagini geognostiche finalizzate alla progettazione, in prossimità del sottopasso in progetto sotto l'Autostrada del Sole, due piezometri con rilevatore automatico del livello della falda e di diametro sufficiente a consentire il campionamento delle acque con pompa da 2 pollici; è, inoltre, necessario che, in sede di progettazione definitiva: sia correttamente approfondita la sezione di prelievo acque a servizio dei cantieri e della costruzione della struttura, quantificando il prelievo da acquedotto e soprattutto da falde e da acque superficiali, valutando attentamente il bilancio materiale, gli impatti e gli usi; in particolare si chiede la destinazione finale dei pozzi di cantiere anche a seguito della fine dei lavori; si dovrà privilegiare, in ogni caso, l'allacciamento alla rete idica esistente; al fine di rispettare quanto specificato nell'art. 21 del decreto legislativo n. 152/1999 e successive modifiche ed integrazioni, relativamente alla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, dovrà essere valutata e comunicata la presenza o meno di punti di captazione e/o di derivazione acque al fine dell'utilizzo idropotabile, entro una fascia di 200 metri di raggio dal punto di scarico; in generale, nel caso di sversamenti di sostanze inquinanti o di eventi critici, si dovrà prevedere un piano d'emergenza in particolare in corrispondenza degli attraversamenti dei vari corsi d'acqua; in fase di progettazione definitiva dovranno essere approfondite le indagini e gli studi idraulici ed idrogeologici con particolare riferimento alle aree in comune di Mozzecane e Nogarole Rocca; si dovrà determinare la natura e la permeabilità dei litotipi nonchè la struttura dell'acquifero ricevente nei luoghi di smaltimento delle acque reflue, facendo ricorso ad adeguati studi idrogeologici ed indagini geognostiche; gli studi dovranno fornire i parametri fondamentali per il dimensionamento delle trincee e di ogni altro apparato di dispersione delle acque nel sottosuolo, onde evitare qualsiasi forma di ristagno in superficie e di inquinamento sotterraneo, e parimenti accertare l'interferenza con eventuali falde secondarie e con la falda profonda, della quale dovrà essere definito l'andamento spaziale anche mediante il tracciamento delle isopieze; si dovrà prevedere la raccolta e l'appropriato trattamento delle acque di dilavamento della piattaforma in corrispondenza dei principali attraversamenti di colatori naturali e delle aree di maggiore sensibilità idrogeologica; il progetto dovrà approfondire gli schemi delle opere di raccolta e trattamento, proposti nel preliminare, definendo e dimensionando l'intero sistema sia come portate locali smaltibili che come contenimento degli sversamenti accidentali; determinare i tempi ed i modi degli interventi di emergenza e studiare apparati in grado di garantire l'efficienza del sistema nel tempo; infine tutte le cunette e i fossi di guardia debbono essere impermeabilizzati; nell'ambito della progettazione definitiva dovrà essere data priorità all'utilizzo di sistemi biotecnici, quali gli ecosistemi filtro. Suolo e sottosuolo: in sede di progettazione definitiva, si dovrà definire il dettaglio del recupero delle ampie aree di cave in coltivazione, per le quali sono previsti ripristini di tipo naturalistico, ricreativo e sportivo, in particolare nei comuni di Fontanellato, Fontevivo e Trecasali (ambito di escavazione denominato «Polo G1 Taro Nord»), attraversate dal progetto di autostrada in esame, ed in specifico i sistemi di contenimento delle acque di prima pioggia, analogamente al tratto di attraversamento del Taro e del Po, e, secondo le migliori tecniche disponibili, i criteri di contenimento di sostanze pericolose sversate in caso di incidente; analoga specificazioni progettuali devono essere effettuate per il tratto di Canale Ottomulini; considerando che nel tratto A della rete viaria si andrà ad interferire con un'area (zona Viarolo - meandro del Taro in destra idrografica) individuata come zona di discarica dismessa, si dovrà provvedere ad un altrettanto specifico piano di caratterizzazione e successiva bonifica del sito ai sensi del decreto ministeriale n. 471/1999; in sede di progettazione definitiva dovrà essere effettuato un adeguato approfondimento in merito alla gestione dei rifiuti, in particolare per cio' che riguarda gli eventuali depositi temporanei e stoccaggi di materiale di risulta e di demolizione, e la loro destinazione finale; il monitoraggio dei suoli, oltre a prevedere analisi agronomiche, dovrà prevedere l'analisi dei metalli con riferimento al rame, zinco, cadmio, nichel, in almeno 12 punti equamente distribuiti sulla tratta veronese, con procedure operative analoghe quelle utilizzate dall'A.R.P.A.V. di Verona per il monitoraggio dei suoli, con frequenza annuale; si dovranno specificare le aree destinate allo stoccaggio temporaneo del terreno vegetale e le procedure atte a mantenere nel tempo la vegetabilità; si dovrà condurre, lungo tutto il tracciato, una campagna di individuazione della possibile presenza di terreni inquinati, riconducibili ad operazioni di stoccaggio abusivo di rifiuti. Rumore e vibrazioni: in sede di progettazione definitiva dovrà essere recepita la zonizzazione acustica dei comuni, adottata successivamente all'elaborazione del SIA; per quanto riguarda il rumore si dovrà il valore dei limiti previsti dalle vigenti norme; si dovranno prioritariamente realizzare barriere per mitigare il rumore anche a protezione di edifici isolati; l'eventuale realizzazione di mitigazioni direttamente sul ricettore (mediante, ad esempio, «finestre silenti») deve essere realizzata solo laddove la sola realizzazione di barriere acustiche non consenta il raggiungimento dei limiti previsti dalle vigenti norme; nel caso in cui si prevedano mitigazioni, direttamente sugli edifici residenziali, mediante finestre silenti, si dovrà, analogamente a quanto già introdotto con il decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n. 459, introdurre tutti gli eventuali ulteriori interventi necessari a garantire il livello notturno massimo, misurato al centro della stanza, a finestre chiuse, con il microfono posto a 1,5 metri dal pavimento; relativamente alle opere di protezione acustica, si dovranno adottare asfalti fonoassorbenti e si ritiene necessario che, ove possibile, sia data preferenza alla realizzazione di rilevati antirumore eventualmente integrati con barriere vegetali e/o artificiali, rispetto all'installazione di barriere antirumore artificiali (metalliche, in legno, calcestruzzo, argilla espansa, trasparenti, biomuri), prendendo atto dell'impegno di adottare le migliori tecniche disponibili; le eventuali barriere per mitigare il rumore dovranno essere ricoperte di rivestimenti vegetali; la realizzazione delle mitigazioni acustiche, sul cantiere e/o sui ricettori e/o lungo il progetto di autostrada in esame, dovranno essere attivate fin dall'installazione dei cantieri e prima dell'inizio dei lavori; si dovrà effettuare un monitoraggio del rumore da realizzarsi durante la realizzazione dell'opera e ad opera e mitigazioni realizzate durante l'esercizio dell'autostrada e, sulla base dei risultati ottenuti, dovranno essere assunte le necessarie determinazioni conseguenti; i risultati di tali monitoraggi devono essere periodicamente comunicati alla provincia di Parma, ai comuni di Fontevivo, Fontanellato, Parma, Trecasali e Sissa, e ad ARPA Emilia-Romagna - sezione provinciale di Parma; relativamente ai cantieri si dovrà predisporre per il progetto definitivo la richiesta di autorizzazione espressa ai sensi della legge regionale n. 15/2001,

 

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